Medico chirurgo – Dott. Carlo Privitera
In breve
- Chi è: Medico specialista in chirurgia e ideatore del Progetto Medicomm.
- Di cosa si occupa: Teleassistenza sanitaria, prevenzione attiva e percorsi terapeutici personalizzati con cannabinoidi.
- Argomento dell'intervista: L'applicazione della cannabis in ambito clinico e il valore della teleassistenza per la gestione del paziente.
Il Dott. Carlo Privitera è un medico specialista in chirurgia, fondatore dell'iniziativa Progetto Medicomm. La sua attività professionale si concentra sullo sviluppo di servizi di teleassistenza sanitaria e sull'integrazione personalizzata dei trattamenti con cannabinoidi in ambito clinico.
L'impiego della cannabis medica e il ruolo della teleassistenza
Nell'intervista il dottor Carlo Privitera illustra la necessità di un cambio di prospettiva nell'assistenza sanitaria, evidenziando il valore dell'educazione e della prevenzione attiva per mantenere le persone in salute. Parlando dei cannabinoidi, il medico spiega che: «L'effetto farmacologico dei cannabinoidi è un effetto che noi dobbiamo testare sul singolo paziente, vedere cosa succede, qual è la reazione e quindi regolare la terapia». Il dottore sottolinea che la pianta contiene centinaia di molecole attive e richiede una calibrazione su misura per ogni persona, resa possibile solo da un monitoraggio costante e ravvicinato.
Domande frequenti
Come agisce la cannabis in ambito medico?
Il dottor Carlo Privitera spiega che la cannabis contiene oltre settecento molecole che operano in sinergia creando il principio attivo; per questa ragione l'effetto non è standardizzabile e necessita di essere verificato individualmente sulla risposta di ogni specifico paziente.
Perché è utile la teleassistenza sanitaria?
Secondo il medico chirurgo, la teleassistenza permette una medicina attiva che riduce notevolmente i costi di gestione della persona con patologia cronica, rendendo possibile una comunicazione frequente tra medico e assistito per adattare costantemente il percorso di cura.
Qual è il profilo di sicurezza dei cannabinoidi?
Stando a quanto riferisce il dottor Privitera durante il colloquio, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato che i cannabinoidi presentano un elevato tasso di sicurezza clinica, a patto che il loro impiego sia guidato e costantemente seguito dal medico.
Fonte: intervista al Dott. Carlo Privitera per Medicina Regione Lazio, 02/06/2020. Le informazioni sono divulgative e non sostituiscono il parere del proprio medico.
