Psicologa – Dott.ssa Maria Cristina d’Avino

L'intervista di Medicina Regione Lazio

In breve

  • Chi è: Dott.ssa Maria Cristina d’Avino, psicologa.
  • Di cosa si occupa: Percorsi di supporto psicologico con particolare attenzione alle problematiche relazionali connesse ai disturbi alimentari.
  • Argomento dell'intervista: Caratteristiche di anoressia e bulimia, ruolo delle dinamiche affettive, influenza dei modelli culturali e segnali per i familiari.
  • Telefono: 3482263169
  • Email: mariacristinadavino2@gmail.com

La Dott.ssa Maria Cristina d’Avino è una psicologa che analizza le problematiche affettive e relazionali legate alle difficoltà del comportamento alimentare. Nel suo lavoro clinico approfondisce i meccanismi profondi che possono manifestarsi attraverso il rapporto conflittuale con il cibo. L'attività professionale si focalizza sulla comprensione delle dinamiche interiori che sottendono queste manifestazioni di sofferenza psicologica.

La relazione affettiva nei disturbi del comportamento alimentare

Nell'intervista rilasciata, la dottoressa D'Avino evidenzia che anoressia e bulimia rappresentano due facce della stessa medaglia e non semplici alterazioni delle abitudini alimentari. Come spiegato dalla professionista, il cibo costituisce soltanto la manifestazione visibile di una sofferenza che affonda le radici nella sfera affettiva. La specialista afferma che «il malato non è il cibo, non è l'appetito», chiarendo che si tratta di quadri complessi che «riguardano l'amore e il rapporto con l'altro». Secondo l'esperta, mentre nella bulimia prevalgono abbuffate e condotte di compensazione, nell'anoressia emerge un rifiuto categorico sostenuto da una rigida ricerca di prestazione.

Domande frequenti

Qual è la differenza principale tra anoressia e bulimia?

La dottoressa D'Avino chiarisce che nell'anoressia si assiste a un rifiuto totale dell'alimentazione, sostenuto da un severo controllo, mentre nella bulimia la persona ingerisce quantitativi spropositati di cibo tramite abbuffate a cui fa seguito il vomito autoindotto.

In che modo la cultura attuale influisce su queste patologie?

Secondo quanto osserva la psicologa, la società moderna amplifica il mito del corpo magro attraverso modelli estetici omologati, alimentando al contempo dinamiche consumistiche volte al possesso dell'oggetto e una costante ricerca di perfezione prestazionale.

Cosa possono fare i genitori per cogliere i primi segnali?

La dottoressa consiglia ai componenti della famiglia di praticare un ascolto attento del malessere dei figli, osservando campanelli d'allarme come il tentativo di evitare i pasti condivisi o la tendenza ad allontanarsi di nascosto dopo aver mangiato.

Fonte: intervista alla Dott.ssa Maria Cristina d’Avino per Medicina Regione Lazio, 19/01/2025. Le informazioni sono divulgative e non sostituiscono il parere del proprio medico.

Contatti

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