Psicologa a Roma – Dott.ssa Flaminia Beltramme
In breve
- Chi è: Psicologa e psicoterapeuta in formazione, con laurea magistrale in psicopatologia dinamica dello sviluppo.
- Di cosa si occupa: Attività clinica rivolta a bambini, adolescenti e famiglie secondo il modello sistemico-relazionale.
- Argomento dell'intervista: La funzione del sintomo del bambino all'interno delle dinamiche familiari e della terapia sistemico-relazionale.
- Indirizzo: Via Ettore Giovenale, 3 - Roma
- Telefono: 3271621949
- Email: flamy_belt@yahoo.it
La Dott.ssa Flaminia Beltramme è una psicologa e psicoterapeuta in formazione a Roma, laureata magistrale in psicopatologia dinamica dello sviluppo. Nella propria attività clinica si occupa del benessere dei minori e dei nuclei familiari. Attraverso l'approccio sistemico-relazionale analizza le difficoltà individuali inserendole nel contesto delle relazioni affettive e generazionali.
Il significato del sintomo del figlio nella terapia familiare
Nell'intervista la dottoressa Flaminia Beltramme illustra il significato delle manifestazioni sintomatiche nei bambini, come attacchi di rabbia, enuresi o condotte ossessivo-compulsive, che possono emergere fin dalla tenera età. La professionista precisa che spesso i genitori richiedono un intervento sperando che lo specialista intervenga sul singolo senza un loro diretto coinvolgimento. Al contrario, il minore assorbe il clima circostante e struttura difese legate al proprio ambiente di vita. Come spiega la dottoressa Beltramme: «Il sintomo ci parla, il sintomo in generale ma in particolare dei bambini ha una funzione, ovvero vuole ottenere qualcosa e in particolar modo vuole ottenere una possibilità di cambiamento del contesto in cui nasce». Non va quindi interpretato come una colpa dei genitori, ma come una risorsa utile ad attivare nuove risposte familiari, coinvolgendo talvolta anche le figure dei nonni per esplorare paure tramandate nel tempo.
Domande frequenti
Perché un bambino sviluppa un sintomo secondo l'approccio sistemico?
La dottoressa Beltramme chiarisce che i segnali di disagio infantile non insorgono in modo casuale, ma rappresentano modalità di adattamento e di difesa rispetto al contesto di riferimento, offrendo alla famiglia un'opportunità di cambiamento.
I genitori devono partecipare al percorso del figlio?
Secondo la psicologa, il coinvolgimento attivo dei familiari è fondamentale: il bambino rappresenta la porta d'ingresso per comprendere le dinamiche relazionali e collaborare con il terapeuta nell'attivazione delle risorse genitoriali.
Cosa fare se un figlio manifesta disagio emotivo?
Come sottolinea la dottoressa Flaminia Beltramme, non bisogna colpevolizzarsi o vergognarsi, ma accogliere l'invito a mettersi in discussione come individui e genitori, cercando un percorso condiviso di comprensione e confronto.
Fonte: intervista alla Dott.ssa Flaminia Beltramme per Medicina Regione Lazio, 02/02/2025. Le informazioni sono divulgative e non sostituiscono il parere del proprio medico.
