Dott. Francesco Tarè – Logopedista

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Descrizione:

ARGOMENTO:Disturbi specifici dell'apprendimento (dislessia, disortografia, discalculia, disgrafia)

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Telefono: 3478961587
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SPEAKER:
Disturbi specifici dell'apprendimento, anche detti DSA. Ne abbiamo sicuramente sentito molto parlare, ne abbiamo discusso anche noi per Medicina Regione Lazio, ma un approfondimento in più diciamo lo vogliamo fare per andare a concentrarci soprattutto su quello che succede ai bambini nel momento in cui hanno questo disturbo, come lo vivono e come vengono percepiti dal loro contesto, sia familiare sia sociale. Ne parleremo ovviamente con un esperto logopedista, il dottor Francesco Tarrè, benvenuto.
DOTTOR. FRANCESCO TARE':
Salve a lei.
SPEAKER:
Allora, come detto, DSA, disturbi dell'apprendimento, sicuramente è importante sapere cosa sono, ma anche che valore hanno per chi ce l'ha o per chi in un qualche modo ha a che fare con bambini che ce li ha.
DOTTOR. FRANCESCO TARE':
Assolutamente sì, diciamo che i disturbi specifici dell'apprendimento sono un disturbo nel neurosviluppo, riguardano principalmente delle attività neurobiologiche nell'apprendimento e nell'acquisizione di competenze specifiche come possono essere appunto la lettura, la scrittura e il calcolo. D'altra parte, insomma, proprio essendo dei disturbi, si contestualizzano all'interno di un ambiente che li possono accentuare ovviamente, oppure ridurre in base a.. come ci si comporta. Tant'è che ovviamente queste sono caratteristiche innate, nel senso il disturbo di per sé è una caratteristica che fa parte del... dell'individuo ed essendo innata non è ne' acquisita ne' è tanto più transitoria non è una malattia e pertanto non si guarisce la si mantiene la si tiene quindi una cosa particolare a livello prognostico è da una parte ovviamente il trattamento ma dall'altra anche la gestione quindi sia a livello scolastico che a livello di caregiver quindi all'interno del contesto proprio familiare.
SPEAKER:
esatto poi sono comunque disturbi che vediamo soprattutto nel momento in cui un bambino comincia il percorso cioè va a scuola nel percorso scolastico, quindi tra diciamo gli interlocutori fondamentali c'è proprio la scuola.
DOTTOR. FRANCESCO TARE':
Assolutamente sì, va detto che poi la scuola su questo è determinante proprio perché essendo comunque sia degli elementi caratterizzanti il bambino, quello che si può dire è che in un certo qual senso il contesto è determinante nella percezione che si ha del problema. Certo. E tra l'altro ha come difficoltà o come... elementi ambiguali, il fatto che non si vedono non sono percepibili a livello visivo, quindi quello che capita è che tante volte non vi è la comprensione di rendersi conto di queste difficoltà, di queste cose che sono caratterizzanti per il bambino stesso.Diciamo che se vedessimo... persona claudicante noi non chiederemo mai di correre no? La stessa cosa purtroppo non accade quando ci sono difficoltà di questo tipo per il quale ovviamente non si riconoscono non vengono tutelati nella giusta maniera e pertanto poi vengono richieste delle cose che però infine diventano solo frustranti proprio perché c'è questa difficoltà nel poterle eseguire, nel poterle fare,
SPEAKER:
anche perché neanche il bambino è consapevole ovviamente di tutti
DOTTOR. FRANCESCO TARE':
Nella maggior parte delle volte no, anzi questa consapevolezza è in costruzione, non viene aiutato ovviamente a costruirla questa consapevolezza perché poi diventa determinante nella gestione nel momento in cui invece si è pienamente consapevoli della difficoltà.
SPEAKER:
E come si sente, come si trova un bambino con difficoltà a scuola, con un disturbo dell'apprendimento a scuola?
DOTTOR. FRANCESCO TARE':
Io faccio l'esempio che riguarda me nel senso che io non sono un grande nuotatore pertanto diciamo non mi vedrei mai a largo a notare certo diciamo che il bambino prova quello che proverei io se fossi buttato a largo a nuotare, senso di paura, un senso di frustrazione nel non riuscire no? perché poi da una parte hai ovviamente un confronto determinato con altri tuoi coetani, coi tuoi compagni, con chi magari non ha queste difficoltà non è un po' più un normotipico e dall'altra c'è magari una trasformazione, nel senso che come abbiamo detto poco fa queste sono caratteristiche che riguardano l'individuo, riguardano il bambino in questione e se d'altra parte invece non c'è una... una tutela, un'accettazione di questo, il rischio è che invece il bambino venga reso colpevole. Addirittura? Sì. Della sua difficoltà? Assolutamente sì, è un po' quello che è sempre stato fatto, no? Il somaro, non c'ha voglia... Sì, fino a qualche anno fa era questo, però oggi invece sappiamo chiaramente che... Assolutamente sì, è decisamente meglio, specie appunto nella scuola primaria.
SPEAKER:
Però una domanda nella sua... c'è una polemica che non posso non cogliere nella sua esperienza, quindi. Domanda al contrario. Come reagisce la scuola?
DOTTOR. FRANCESCO TARE':
Allora, va detto che nella maggior parte delle volte è spesso piuttosto disponibile, nel senso perché poi ovviamente rappresenta una questione anche per loro, mettere il bimbo al proprio agio o comunque sia, permettersi anche di avere una didattica. Va detto che poi negli anni sono uscite leggi, sono uscite forme di tutela che hanno garantito al bambino, comunque sia la possibilità di avere un successo scolastico anche in presenza di questi disturbi. Quindi diciamo che poi tramite anche i piani didattici personalizzati, via dicendo, la scuola si è sempre adoperata anche nel migliorare questo tipo di situazione, quindi non progredire in una maniera sicuramente più sana per il bambino stesso, quindi sicuramente il trend è positivo. Poi però siamo fatti di persone, no? Certo, e continua a cogliere la pena polemica. No, no, vabbè, importante è vedere l'andamento, insomma. Poi siamo persone, quindi come in qualunque situazione ti puoi trovare di fronte a situazioni più o meno felici, possono capitare anche situazioni invece che non lo sono.

SPEAKER:
vi rilascio la mail del dottor Tare, francesco.tare@gmail.com per qualunque domanda aggiuntiva, suggerimento, richiesta d'aiuto, perché poi la cosa più semplice è mettersi nelle mani di persone competenti. Dottor Tare, la ringrazio moltissimo per questo intervento. Salutiamo I nostri ascoltatori.

 

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