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In questa intervista per la rubrica "Medicina Regione Lazio", la Dottoressa Giulia Federici, psicologa e tutor specializzata, esplora l'importanza della sinergia tra famiglia, scuola e tutor nella gestione dei ragazzi con DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento) e ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione e IperattivitΓ ).
π Cosa sono (e cosa non sono) DSA e ADHD?
La Dottoressa chiarisce immediatamente che non stiamo parlando di patologie, ma di modi diversi di funzionare.
ADHD: DifficoltΓ nella regolazione dell'attenzione, degli impulsi e dell'attivitΓ motoria.
DSA: DifficoltΓ specifiche in ambiti come lettura, scrittura o calcolo, che non hanno nulla a che fare con l'intelligenza del ragazzo.
La Diagnosi: Non Γ¨ una condanna o uno stigma, ma una bussola. Serve a individuare le strategie e gli strumenti compensativi necessari per permettere al ragazzo di esprimere il suo potenziale.
π€ La "Triade della Collaborazione"
Il benessere del ragazzo dipende dalla capacitΓ di tre attori principali di fare squadra:
1. La Famiglia
Spesso vive un momento di ambivalenza: sollievo per aver dato un nome al problema, ma anche paura di aver sbagliato qualcosa o timore per il futuro. Γ fondamentale sostenere i genitori affinchΓ© non si sentano soli.
2. La Scuola
Γ il luogo dove i ragazzi passano la maggior parte del tempo. Qui la pressione sui risultati puΓ² creare tensioni. La scuola deve evitare di porsi in contrasto con la famiglia, cercando invece un dialogo costruttivo.
3. Il Tutor DSA/ADHD
Attenzione: Il tutor non Γ¨ un semplice "aiuto compiti" o un insegnante di ripetizioni. Γ un professionista che aiuta il ragazzo a trovare un metodo di studio personalizzato con l'obiettivo finale di raggiungere l'autonomia.
β οΈ Le CriticitΓ : Evitare la "Caccia al Colpevole"
Uno dei rischi maggiori si corre quando la comunicazione tra scuola e famiglia si interrompe:
Il conflitto: Quando si cerca un responsabile (Γ¨ colpa dei genitori o degli insegnanti?), l'unico a rimetterci Γ¨ il ragazzo.
L'errore di esclusione: Spesso gli adulti parlano del ragazzo ma non con il ragazzo. Coinvolgerlo nel processo lo fa sentire capito, accolto e motivato.
"Non dobbiamo essere perfetti, dobbiamo essere alleati." β Dott.ssa Giulia Federici
π‘ Messaggio Finale per Genitori e Insegnanti
La Dottoressa sottolinea che l'obiettivo non Γ¨ una gara di bravura tra professionisti o tra genitori, ma la co-costruzione di un percorso evolutivo funzionale. Essere una squadra significa remare tutti verso la stessa direzione: la crescita serena e l'autostima del giovane.
