Endocrinologia

 

 

 

Ipoparatiroidismo, nuove terapie e piรน attenzione ai pazienti: โ€œServe un modello nazionale di curaโ€

In Italia si registrano ogni anno oltre 3.000 ricoveri ospedalieri legati alle complicanze acute dellโ€™ipoparatiroidismo, con una degenza media di circa sette giorni. Numeri che raccontano il peso di una malattia rara, cronica e ancora poco conosciuta, capace perรฒ di incidere profondamente sulla qualitร  di vita di migliaia di persone.
A riportare lโ€™attenzione su questa patologia รจ stato il convegno โ€œIpoparatiroidismo: costruire un modello nazionale. Dalla roadmap regionale alle proposte di sistemaโ€, organizzato da Motore Sanitร  in occasione della Giornata Mondiale degli Ormoni, celebrata il 24 aprile, con il contributo non condizionato di Ascendis Pharma.

Una malattia rara ma impattante
Lโ€™ipoparatiroidismo colpisce in Italia circa 10.000-15.000 persone, prevalentemente adulti giovani tra i 30 e i 40 anni, spesso nel pieno della vita lavorativa. La malattia รจ causata dalla produzione insufficiente di ormone paratiroideo (PTH) da parte delle ghiandole paratiroidi, con conseguente alterazione del metabolismo di calcio e fosforo.
I sintomi possono essere molto variabili e talvolta difficili da riconoscere: si va dal formicolio alle estremitร  ai crampi muscolari, fino a manifestazioni piรน gravi come tetania, convulsioni e complicanze renali o cardiovascolari. Tra le conseguenze croniche piรน frequenti figurano cataratta, nefrolitiasi, insufficienza renale, depressione e aritmie.

Diagnosi tardive e percorsi disomogenei
Nonostante i progressi della ricerca, la gestione della patologia resta complessa. Persistono infatti criticitร  legate alla diagnosi tardiva, alla frammentazione dei percorsi assistenziali e alle differenze territoriali nellโ€™accesso alle cure.
Maria Luisa Brandi, presidente della Fondazione FIRMO e docente di Endocrinologia allโ€™Universitร  di Firenze, ha ricordato come per anni lโ€™ipoparatiroidismo sia stato considerato una โ€œmalattia neglettaโ€, poco conosciuta anche allโ€™interno della comunitร  medica. Oggi, perรฒ, lo scenario sta cambiando grazie allโ€™arrivo di nuove terapie e a una maggiore attenzione scientifica. Tuttavia, secondo Brandi, non possono essere le differenze regionali o organizzative a limitare lโ€™accesso dei pazienti a cure efficaci.
Anche Fabio Vescini, direttore dellโ€™Endocrinologia dellโ€™Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, ha evidenziato gli โ€œunmet needsโ€ ancora aperti: mancano percorsi diagnostico-terapeutici condivisi e registri nazionali strutturati, strumenti fondamentali per raccogliere dati real world e programmare in modo efficace lโ€™assistenza sanitaria.

Le nuove terapie cambiano il paradigma
Tra i temi centrali emersi durante il convegno cโ€™รจ lโ€™arrivo delle nuove terapie sostitutive con analoghi del paratormone, considerate una svolta nella gestione dellโ€™ipoparatiroidismo cronico.
Secondo Domenico Salvatore, presidente dellโ€™Associazione Italiana della Tiroide (AIT), lโ€™introduzione della palopegteriparatide rappresenta โ€œun cambiamento rilevante nel paradigma di curaโ€. A differenza delle terapie tradizionali basate principalmente sulla supplementazione di calcio e vitamina D, il nuovo approccio mira infatti a sostituire direttamente lโ€™ormone carente, avvicinandosi maggiormente alla fisiologia naturale dellโ€™organismo.
Tra i possibili benefici indicati dagli specialisti figurano una maggiore stabilitร  dei parametri metabolici, la riduzione delle fluttuazioni cliniche e una semplificazione della terapia grazie alla monosomministrazione giornaliera. Elementi che potrebbero tradursi in una migliore aderenza terapeutica e in una qualitร  di vita piรน elevata per i pazienti.

La richiesta: un modello nazionale condiviso
Dal confronto tra clinici, societร  scientifiche e associazioni emerge quindi la necessitร  di costruire un modello nazionale per la presa in carico dellโ€™ipoparatiroidismo, capace di garantire uniformitร  di accesso alle cure, percorsi condivisi e maggiore integrazione tra specialisti.
Lโ€™obiettivo รจ superare le attuali disuguaglianze regionali e offrire ai pazienti una gestione piรน efficace e continuativa di una patologia che, seppur rara, ha un impatto importante sulla salute fisica, psicologica e sociale.

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