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In breve
La Dott.ssa Roberta Garofano è un medico chirurgo vascolare a Roma. Nella sua attività professionale si occupa della prevenzione e del trattamento delle patologie dei vasi sanguigni. Nel colloquio approfondisce l'approccio clinico alla malattia varicosa degli arti inferiori.
Durante l'intervista, la Dott.ssa Roberta Garofano spiega che la malattia varicosa deriva spesso da una predisposizione familiare che indebolisce la parete venosa e altera le valvole interne. Secondo il medico, quando le valvole non trattengono il sangue, il flusso si inverte e determina un aumento di pressione che dilata i vasi sanguigni, generando le varici.
In merito alle terapie chirurgiche, la dottoressa sottolinea la differenza tra l'approccio demolitivo e quello conservativo, evidenziando che «togliere la safena significa creare un aumento di pressione a monte e quindi in un soggetto predisposto creare il primo passo per un peggioramento del quadro clinico». Per tale ragione, la specialista spiega di applicare la CHIVA, precisando che «il tronco safenico vada conservato anche laddove sia un safenico malato», sia per consentire lo svuotamento del circolo superficiale, sia per preservare il vaso qualora servissero futuri bypass arteriosi.
La Dott.ssa Garofano riferisce che la procedura si basa su uno studio ecocolordoppler per individuare i punti con inversione di flusso. In anestesia locale e in ambito ambulatoriale, vengono quindi praticate piccole incisioni per eseguire legature vascolari e ripristinare il corretto equilibrio pressorio.
Secondo quanto affermato dalla dottoressa Roberta Garofano, essendo una chirurgia non demolitiva che non altera l'asse venoso principale, il trattamento può essere effettuato da chiunque manifesti insufficienza venosa e varici.
Come illustra il medico chirurgo, dopo l'intervento il paziente porta una fasciatura per una settimana e una calza elastica per un mese, mentre le suture intradermiche vengono rimosse senza lasciare segni evidenti.
Fonte: intervista alla Dott.ssa Roberta Garofano per Medicina Regione Lazio, 03/06/2020. Le informazioni sono divulgative e non sostituiscono il parere del proprio medico.