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In breve
La Dott.ssa Priscilla Zerbini è una psicoterapeuta che esercita la professione a Roma. Nel suo studio privato applica la psicoterapia cognitivo-comportamentale integrandola con la psicologia del profondo e le tecniche ipnotiche. Nell'intervista approfondisce il tema della gelosia e i confini in cui essa assume una natura patologica.
Come illustra la dottoressa Priscilla Zerbini, la gelosia rappresenta un sentimento naturale che compare fin dalla prima infanzia: «I bambini, i neonati provano una sorta di gelosia, ma questa gelosia è un qualcosa di adattivo e di utile alla vita». Questa reazione iniziale risponde al bisogno di sopravvivenza e alle cure del caregiver, evolvendosi poi nel timore di perdere l'esclusività nei legami d'amicizia e d'amore. La professionista evidenzia che il problema sorge quando «non si lascia più lo spazio all'altra persona e può diventare talmente grave come situazione da prendere delle pieghe ossessive». La psicoterapeuta colloca la gelosia lungo un continuum che va dalla normalità fino a gravi derive psicopatologiche, nelle quali possono inserirsi dinamiche di stalking, vissuti paranoidi o fragilità legate all'autostima e alla differenziazione relazionale.
Secondo la dottoressa Zerbini, è un'emozione innata utile all'adattamento, nata per sollecitare le cure delle figure di riferimento e garantire la sopravvivenza.
Stando a quanto riferisce la terapeuta, si entra nella patologia quando si nega la libertà altrui e subentrano condotte ossessive o persecutorie.
In base a quanto spiega la dottoressa Priscilla Zerbini, tali disagi si affrontano con la psicoterapia, lavorando sul rispetto reciproco, sulla differenziazione e sull'autostima.
Fonte: intervista alla Dott.ssa Priscilla Zerbini per Medicina Regione Lazio, 02/02/2021. Le informazioni sono divulgative e non sostituiscono il parere del proprio medico.