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In breve
La Dott.ssa Elena Bonciarelli è una psicologa che opera a Roma e ad Ardea, occupandosi dell'individuazione e del supporto nell'ambito della plusdotazione cognitiva. Nel suo lavoro clinico segue bambini e studenti in età scolare, affiancando le famiglie e gli istituti scolastici nella comprensione e nella corretta valorizzazione di queste specificità intellettive ed emotive.
Durante l'intervista, la Dott.ssa Elena Bonciarelli illustra le peculiarità dei soggetti con alto potenziale intellettivo, evidenziando che tale condizione riguarda circa il due per cento della popolazione. La specialista spiega che questi bambini apprendono in modo rapido e mostrano una spiccata curiosità, ma possono incontrare ostacoli nel contesto quotidiano: «Il mondo si rivolge principalmente alla maggior parte della popolazione, così la scuola, quindi fanno difficoltà, diciamo, ad inserirsi». L'esperienza clinica dimostra quanto sia determinante non fermarsi al solo quoziente intellettivo, che costituisce unicamente una potenzialità di espressione. Come osserva la dottoressa, la vera priorità riguarda l'ascolto interiore: «La sfida che attende l'adulto, quindi sia gli psicologi sia gli insegnanti e le famiglie, è quella di comprendere proprio la parte emotiva, quella che rimane un po' nascosta da tutta questa grande vivacità intellettiva». Il percorso richiede una stretta collaborazione educativa per consentire a ciascun ragazzo di sentirsi compreso ed esprimere appieno la propria identità.
La Dott.ssa Elena Bonciarelli riferisce che si tratta di una caratteristica presente in una piccolissima parte della popolazione, stimata intorno al due per cento, collocata al di sopra della media per intelligenza e contraddistinta da notevole rapidità di apprendimento, curiosità e spiccate capacità sensoriali e di riconoscimento degli altri.
Secondo la professionista, questi alunni tendono a percepire i propri interessi come non comuni rispetto ai coetanei e provano disagio verso la ripetizione costante di compiti sempre uguali, trovandosi spesso più a loro agio nelle relazioni con persone adulte o più grandi.
La psicologa spiega che il riconoscimento avviene attraverso specifiche valutazioni cognitive ed emotive, necessarie per rilevare i bisogni della persona e orientare il lavoro in rete con la scuola e i genitori verso le inclinazioni individuali, siano esse scientifiche, artistiche o sportive.
Fonte: intervista alla Dott.ssa Elena Bonciarelli per Medicina Regione Lazio, 31/01/2021. Le informazioni sono divulgative e non sostituiscono il parere del proprio medico.