https://www.medicinaregionelazio.it/attivita/medicine/intervista-alla-dott-ssa-cristiana-fiorentino-nutrizione-relativa-a-patologie-intestinali/


In breve
La Dott.ssa Cristiana Fiorentino è una biologa nutrizionista e counselor nutrizionale che esercita la propria attività professionale a Roma. Nel suo lavoro clinico si occupa dell'elaborazione di percorsi alimentari su misura, affiancando alla consulenza dietetica un supporto di counseling dedicato all'ascolto emotivo e motivazionale della persona.
Nell'intervista rilasciata a Medicina Regione Lazio, la professionista evidenzia come l'intestino rappresenti una sorta di secondo cervello, strettamente connesso alla mente e influenzato da stress o stati emotivi prolungati. Secondo la biologa nutrizionista, tensioni e vissuti personali possono riflettersi sul benessere intestinale e associarsi a disturbi quali colon irritabile, morbo di Crohn o rettocolite ulcerosa. Riguardo alla gestione alimentare in studio, la specialista illustra il proprio metodo: «Vado a creare un piano alimentare che abbia particolari caratteristiche proprio in funzione del fatto che quelle patologie intestinali poi portano ad avere una reazione particolare ad alcuni alimenti». In questo contesto, la dottoressa riferisce che sostanze come il glutine possono talvolta risultare poco tollerate e richiedere una temporanea riduzione o sospensione controllata.
La dottoressa Fiorentino spiega che alla base di uno stile di vita sano deve esserci l'attività fisica, abbinata a un apporto bilanciato di carboidrati, proteine e grassi, variando i cereali, alternando le fonti proteiche tra carne, pesce, uova o legumi e consumando regolarmente frutta e verdura.
Come riferisce la biologa nutrizionista, il corpo umano funziona come un insieme integrato, motivo per cui gli stimoli esterni e lo stress cronico possono ripercuotersi sull'apparato digerente e incidere sull'insorgenza o sull'andamento delle problematiche intestinali.
Secondo la dottoressa Cristiana Fiorentino, associare il counseling alla nutrizione consente di comprendere le difficoltà emotive del paziente, offrendo un sostegno motivazionale utile per affrontare con maggiore continuità il percorso verso gli obiettivi prefissati.
Fonte: intervista alla Dott.ssa Cristiana Fiorentino per Medicina Regione Lazio, 01/03/2020. Le informazioni sono divulgative e non sostituiscono il parere del proprio medico.