https://www.medicinaregionelazio.it/attivita/medicine/intervista-al-patrizia-maisto-riflessologia-plantare/


In breve
Patrizia Maisto è un'infermiera con un'esperienza di ventotto anni in ambito ospedaliero, attiva nel campo della riflessologia plantare. Nella sua attività adotta la tecnica tradizionale di derivazione cinese, basata sulla stimolazione manuale di punti specifici situati sulla pianta del piede.
Durante l'intervista, l'operatrice spiega che la pratica si fonda su una microstimolazione manuale eseguita sulla superficie del piede. Secondo quanto afferma, «è una tecnica manuale fondamentalmente che appunto va, è una microsimulazione con la quale io attraverso semplicemente l'uso delle mani vado a fare delle pressioni su determinati punti posti proprio sulla superficie della pianta del piede». Tali zone corrispondono ad apparati, organi o strutture muscolo-scheletriche. Patrizia Maisto evidenzia che nel piede risiedono circa 7.200 terminazioni nervose e precisa che «attraverso appunto queste microstimolazioni mando un input al centro di comando che ha il cervello dove appunto vengono liberati anche degli ormoni e soprattutto le endorfine». L'operatrice riferisce che l'approccio mira a favorire un rilassamento generale, sostenere l'equilibrio energetico e coadiuvare il drenaggio dei liquidi in eccesso.
In base a quanto illustrato da Patrizia Maisto, la pratica è indicata orientativamente dai 4 anni fino a oltre i 70 anni. L'operatrice specifica di valutare ciascuna situazione singolarmente, compilando una cartella iniziale per verificare lo stato di salute generale prima di iniziare.
Come riferito dall'intervistata, il ciclo iniziale prevede solitamente una o due sedute alla settimana per un periodo indicativo di tre settimane. Al termine di questa prima fase si esegue una rivalutazione intermedia, utile a definire il proseguimento in base alle risposte soggettive della persona.
Stando alle dichiarazioni di Patrizia Maisto, la stimolazione promuove innanzitutto una distensione totale dell'organismo e facilita l'eliminazione dei liquidi in eccesso. L'operatrice segnala inoltre un possibile miglioramento nella capacità di sopportazione delle sensazioni dolorose.
Fonte: intervista a Patrizia Maisto per Medicina Regione Lazio, 21/04/2020. Le informazioni sono divulgative e non sostituiscono il parere del proprio medico.