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In breve
Il Dott. Giovanni Tinelli è chirurgo vascolare e responsabile dell'Unità di Terapia Endovascolare del Policlinico Gemelli di Roma. Nella sua attività clinica si occupa dello studio e del trattamento delle patologie del sistema venoso. Durante l'intervista approfondisce le cause, i sintomi e le moderne opzioni terapeutiche per le vene varicose.
Durante l'intervento, lo specialista spiega che la vena varicosa rappresenta una dilatazione permanente provocata dal difficoltoso ritorno del sangue verso il cuore contro gravità. A questo proposito, il dottore osserva: «Mentre il sangue arterioso nelle arterie arriva dal cuore verso la periferia, il sistema venoso deve portare il sangue dalla periferia al cuore, ma purtroppo per le vene degli arti inferiori lo deve fare contro gravità». Quando le valvole delle vene non lavorano correttamente, il flusso ricade verso il basso aumentando la pressione nei vasi superficiali. Il medico sottolinea che il disturbo non è solo estetico ma può provocare pesantezza serale alle caviglie, crampi notturni e dolore, fino a possibili complicanze cutanee.
Secondo il dottor Tinelli non esiste una causa singola: incidono il sesso femminile, l'età avanzata, le variazioni ormonali legate alla gravidanza, il sovrappeso e le attività lavorative che impongono molte ore continuative in posizione eretta.
Il chirurgo chiarisce che la diagnosi si effettua tramite visita specialistica ed esame eco-color-doppler, un'indagine non invasiva di pochi minuti che permette di rilevare il malfunzionamento valvolare e il reflusso venoso.
Il dottore illustra che oggi si utilizzano tecniche mininvasive endovascolari volte a chiudere la safena, tra cui la termoablazione laser, la radiofrequenza oppure l'impiego di colla, con un ritorno alle attività quotidiane generalmente compreso tra due e tre giorni.
Fonte: intervista al Dott. Giovanni Tinelli per Medicina Regione Lazio, 21/10/2020. Le informazioni sono divulgative e non sostituiscono il parere del proprio medico.