https://www.medicinaregionelazio.it/attivita/medicine/intervista-al-dott-gabriele-prinzi-la-sensibilita-al-glutine-non-celiaca/


In breve
Il Dott. Gabriele Prinzi è un chirurgo d'urgenza con esperienza in gastroenterologia e microbiota intestinale che riceve a Roma. Durante l'approfondimento per la rubrica medica, il professionista illustra le caratteristiche della sensibilità al glutine non celiaca e le manifestazioni che la distinguono da altre condizioni intestinali. La sua attività clinica unisce la chirurgia alla valutazione dell'equilibrio digestivo e nutrizionale.
Durante l'intervista, il Dott. Gabriele Prinzi illustra le peculiarità di questa condizione clinica emersa negli ultimi decenni. Il medico riferisce: «Il primo sintomo in assoluto è un sintomo gastrointestinale al momento dell'assunzione di derivati del grano contenenti glutine. I pazienti di solito parlano di un gonfiore della pancia che è immediato». Accanto a questo segnale, lo specialista evidenzia la comparsa di una forte sonnolenza o stanchezza generale dopo i pasti. Secondo quanto illustrato dal medico, un elemento critico della società contemporanea risiede nella fretta produttiva: «Uno dei grossi problemi della nostra società è che ci siamo dimenticati come vengono lievitati i prodotti da forno». Le lavorazioni industriali rapide riducono i tempi tradizionali di riposo degli impasti, influendo sulla digestione e sulla risposta dell'organismo.
Il Dott. Gabriele Prinzi chiarisce che la comparsa di gonfiore addominale a pochi minuti dal pasto, accompagnata da una marcata spossatezza o pesantezza a braccia e gambe, costituisce una manifestazione tipica descritta frequentemente da chi ne soffre.
Secondo quanto esposto dal dottore, mentre la celiachia rappresenta una patologia autoimmune riscontrabile tramite biopsia o prelievi ematici specifici, nella sensibilità non celiaca gli esami sierologici e tissutali risultano negativi alla ricerca anticorpale.
Il medico spiega che non occorre una rinuncia permanente, indicando come la letteratura scientifica suggerisca una rotazione alimentare e un percorso guidato di reintroduzione graduale dei cereali, privilegiando farine di qualità ed evitando allarmismi.
Fonte: intervista al Dott. Gabriele Prinzi per Medicina Regione Lazio, 29/08/2019. Le informazioni sono divulgative e non sostituiscono il parere del proprio medico.