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In breve
Il Dott. Gabriele Prinzi è un chirurgo d'urgenza con esperienza in gastroenterologia e microbiota intestinale, attivo a Lecce e a Roma. Durante l'intervista per Medicina Regione Lazio, il professionista approfondisce le proprietà biologiche della vitamina D, analizzandone i meccanismi di sintesi e le molteplici funzioni all'interno dell'organismo. Insieme a colleghi esperti, si dedica inoltre all'attività divulgativa attraverso incontri dedicati all'aggiornamento scientifico.
Nel corso del suo intervento, il dottor Gabriele Prinzi illustra le caratteristiche della vitamina D, definendola un pro-ormone derivato dal colesterolo attivato dai raggi UVB sulla cute. Come evidenziato dallo specialista: «Ridurre il colesterolo può portare anche ad una impossibilità o comunque una riduzione drastica nella produzione di vitamina D quando io mi espongo al sole». Il chirurgo sottolinea inoltre come questo elemento partecipi a processi fondamentali per la salute intestinale e metabolica. Secondo quanto dichiarato dal medico durante l'incontro: «La corretta quantità di vitamina D aumenta le capacità dell'intestino di proteggersi rispetto ai batteri cattivi producendo proprio dei fattori di protezione». Il dottor Prinzi fa infine notare come tale sostanza sia in grado di agire sul recettore dell'insulina, contribuendo a diminuire l'insulino-resistenza.
In base a quanto spiegato dal dottor Gabriele Prinzi, la vitamina D svolge un'azione biologica complessa che va oltre la tutela ossea: interviene infatti nel contrasto all'insulino-resistenza e stimola l'intestino a generare difese efficaci contro i batteri nocivi.
Secondo il parere del dottor Prinzi, la vitamina D trae origine dal colesterolo; per questa ragione, l'impiego di sostanze o farmaci che ne bloccano la sintesi può limitare significativamente la produzione endogena dell'ormone durante l'esposizione solare.
Stando alle considerazioni del dottor Gabriele Prinzi, il timore verso dosaggi giornalieri superiori a 2.000 unità internazionali non tiene conto della letteratura scientifica su trattamenti pediatrici storici, mentre il biologo nutrizionista Ranalli precisa che i rischi derivano dall'eventuale accumulo di calcio.
Fonte: intervista al Dott. Gabriele Prinzi per Medicina Regione Lazio, 02/06/2020. Le informazioni sono divulgative e non sostituiscono il parere del proprio medico.