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In breve
Il Dott. Augusto Sannetti è presidente dell'Associazione Scientifica Ospedale Territorio e opera a Roma nel campo della nutrizione. Nell'intervista illustra le cause dell'intolleranza al lattosio, spiegando le origini del deficit enzimatico e le modalità per convivere con il disturbo.
Nel corso dell'intervista, il dottor Sannetti analizza le basi fisiologiche della digestione del lattosio, spiegando che l'organismo va incontro a una naturale riduzione dell'enzima lattasi con il passare degli anni. L'esperto evidenzia che «la nostra struttura dal punto di vista genetico non è predisposta naturalmente a produrre questo enzima», utile principalmente nella prima infanzia. Approfondendo l'aspetto ereditario, precisa inoltre che si tratta di «fondamentalmente un problema genetico, in realtà questo enzima viene a mancare o comunque a essere insufficientemente espresso a causa di una variazione del DNA». Per la gestione dei pasti, il dottor Sannetti cita l'impiego di latte delattosato o il ricorso a enzimi specifici che favoriscono la scomposizione dello zucchero.
Secondo quanto riferito dal dottor Augusto Sannetti, i sintomi tipici includono flatulenza, gonfiore, dolore addominale e stipsi alternata a diarrea. Il professionista ricorda che tali fastidi risultano più frequenti con l'avanzare dell'età e si manifestano con incidenza maggiore nelle donne.
Il dottor Sannetti spiega che da questa condizione genetica non ci si libera; chi ne presenta i tratti deve imparare a conviverci nel tempo, escludendo gli alimenti ricchi di lattosio dalla propria dieta oppure assumendo preparati a base di enzimi per favorire la digestione.
Come illustrato dal dottor Sannetti, l'identificazione può avvenire tramite il breath test o test genetici. L'esperto osserva inoltre che valutare la remissione dei disturbi dopo l'assunzione di enzimi aiuta a distinguere il problema da altre alterazioni funzionali, quali il colon irritabile.
Fonte: intervista al Dott. Augusto Sannetti per Medicina Regione Lazio, 21/04/2020. Le informazioni sono divulgative e non sostituiscono il parere del proprio medico.