https://www.medicinaregionelazio.it/attivita/medicine/intervista-al-dott-arturo-darezzo-come-si-fa-a-preparare-un-esame-ecografico/


In breve
Il Dott. Arturo D'Arezzo è un medico ecografista che svolge la propria attività diagnostica nella città di Roma. Con una lunga esperienza nell'impiego degli ultrasuoni avviata durante gli studi universitari e proseguita con corsi specialistici negli Stati Uniti, si dedica allo studio strumentale di numerosi distretti corporei. L'approccio dello specialista valorizza l'esame clinico preventivo come riferimento per indirizzare correttamente ogni approfondimento.
Nell'intervista rilasciata per il programma, il dottor D'Arezzo illustra l'evoluzione della metodica e le sue principali indicazioni: «L'ecografia è un esame strumentale che può essere applicato in una diagnostica molto ampia». Lo specialista precisa che le onde sonore consentono l'analisi approfondita di organi addominali, collo, tiroide e apparato muscolare, mentre non risultano adatte allo studio dei segmenti scheletrici o delle strutture interne alla scatola cranica. Inoltre, il medico ecografista evidenzia come «gli ultrasuoni hanno proprio questa specificità di non essere invasivi per cui l'esame è eseguibile e ripetibile», trovando impiego consolidato anche all'interno dei reparti di pronto soccorso per le valutazioni d'urgenza.
Il dottor Arturo D'Arezzo riferisce che l'indagine a ultrasuoni può esplorare quasi tutte le regioni corporee formate da tessuti e organi molli, come fegato, reni, pancreas, pelvi, tiroide e inserzioni tendinee, mentre per i segmenti ossei resta necessaria la tradizionale radiografia.
Secondo il medico ecografista, prima di qualsiasi accertamento strumentale è fondamentale consultare il proprio medico curante, poiché la visita clinica costituisce il presupposto imprescindibile per stabilire l'effettiva utilità dell'indagine ed evitare iniziative autonome non appropriate.
Come osserva il dottor D'Arezzo, nei pazienti sottoposti a un programma di monitoraggio periodico o follow-up clinico già definito, la cadenza degli esami ecografici viene solitamente pianificata con controlli a intervalli regolari stabiliti dal curante.
Fonte: intervista al Dott. Arturo D'Arezzo per Medicina Regione Lazio, 01/03/2020. Le informazioni sono divulgative e non sostituiscono il parere del proprio medico.