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In breve
La Dott.ssa Sara Haji Hossein è una psicologa clinica che riceve a Roma, dove svolge anche attività di docenza universitaria. La professionista si dedica al supporto delle persone che attraversano momenti di difficoltà legati a manifestazioni di forte ansia. Nel suo lavoro clinico aiuta i pazienti a comprendere i significati profondi dei sintomi somatici e a intraprendere percorsi di rielaborazione personale.
Durante l'intervista, la psicologa clinica illustra che l'attacco di panico si inserisce all'interno di una condizione ansiosa e si manifesta con segnali fisici improvvisi, tra cui tachicardia, tremori, respiro affannoso e alterazioni della vista. La dottoressa evidenzia come spesso tali reazioni compaiano quando la mente non riesce ad accogliere determinate sofferenze emotive: «non mi vuoi ascoltare tu mente, io attraverso il corpo ti faccio arrivare le emozioni che non vuoi sentire di te stesso, i tuoi vissuti che non hai voluto elaborare». Secondo la specialista, questo segnale corporeo va inteso come un richiamo su cui soffermarsi per iniziare ad ascoltarsi. Nel momento in cui sopraggiunge la crisi, la Dott.ssa Haji Hossein sottolinea l'importanza di fermarsi, respirare e interrogarsi sui motivi di quell'attivazione improvvisa. Inoltre, paragona la terapia a un processo di ristrutturazione interna: «non è che con il percorso terapeutico si pretende come una bacchetta magica di cambiare l'intera personalità, ma attraverso il capire il significato dell'attacco di panico la persona inizierà a vedere diversamente gli stimoli».
La Dott.ssa Sara Haji Hossein osserva che la necessità di un aiuto emerge quando l'ansia inizia a limitare la quotidianità, portando a evitare viaggi, uscite o spostamenti sui mezzi pubblici, oppure quando compaiono tachicardia e forte agitazione prima di uscire di casa o alla guida.
Come riferisce la professionista, singoli episodi sporadici restano manifestazioni circoscritte nella sfera dell'ansia, mentre si parla di disturbo di panico quando gli episodi diventano frequenti e interferiscono in modo consistente con le normali attività quotidiane.
Stando a quanto illustrato dalla specialista, i genitori possono intraprendere percorsi mirati sulla genitorialità, evitando reazioni come imporre la calma con frasi frettolose che rischiano di aumentare l'agitazione del ragazzo.
Fonte: intervista alla Dott.ssa Sara Haji Hossein per Medicina Regione Lazio, 08/02/2025. Le informazioni sono divulgative e non sostituiscono il parere del proprio medico.